AD&F al congresso finale di IBIS: “Tecnologie per l’inclusione ed il benessere scolastico”

AD&F al congresso finale di IBIS: “Tecnologie per l’inclusione ed il benessere scolastico”

Il 14 giugno in Bicocca si è parlato ancora una volta di Disprassia e DSA in occasione del congresso di chiusura del progetto IBIS: “Tecnologie per l’inclusione ed il benessere scolastico”, un progetto finanziato da Fondazione Cariplo che da sempre investe in innovazione e ricerca.

Si è parlato di cooperative learning con il Capo progetto dell’Università Bicocca, dottoressa Vernice, che ha spiegato nel suo intervento come l’inclusione scolastica per i soggetti con svantaggio scolastico e sociale passi attraverso l’operato di docenti formati ed informati anche delle fragilità derivate da disturbi del neurosviluppo.

La dottoressa Traficante dell’Università Cattolica ha evidenziato come il benessere quale costrutto multisensoriale passi dal benessere sociale e cognitivo, carte indispensabili per sostenere gli stress scolastici quali quelli relazionali, accademici ed ambientali.

La dottoressa Tobia che ha posto l’attenzione su come sia indispensabile lavorare sugli ambienti e su una proposta scolastica innovativa, ha poi messo l’uditorio in difficoltà con un dettato semplice nei contenuti, difficile nella sua esecuzione: si doveva scrivere, con la mano opposta a quella utilizzata normalmente, un testo che veniva letto una sola volta. Ne siamo usciti tutti provati, ma sicuramente più consapevoli.

Cosa è emerso per un soggetto disprassico? Cosa si è potuto capire? Molte le riflessioni che AD&F ha sottolineato: il tempo (non era sufficiente per decodificare mentalmente il gesto grafico necessario per riprodurre il testo), lo spazio (il foglio gestito in modo speculare rispetto al normale approccio non era poi così facile da governare) le lettere come S e Z acquistavano forme non consone e questo attirava l’attenzione più alla correttezza del gesto grafico che al significato della parola che le conteneva. Alla fine ognuno era posto, con le mani dolenti, davanti ad un foglio pieno di segni informi, disordinato, dal contenuto non compreso, impossibilitati a rileggere perché le lettere non erano chiare.

Siamo stati disprassici per 5 minuti…sapendo di poter uscire da tale condizione…..noi….non i nostri figli.

La mancanza di benessere sociale e scolastico deriva dalle problematicità nate dal non riconoscimento delle specifiche difficoltà. Con poche parole ed esempi pratici Virginia Costantino, di nuovo a fianco di AD&F, ci ha spiegato cosa vuol dire andare a scuola senza inclusione scolastica, cosa si prova, come si vivono ore ed ore sperando di essere trasparenti. Una testimonianza preziosa per genitori ed insegnanti: un modo per capire, comprendere, sentire il disagio vissuto.

Per contro il professore D’Alessandro dell’Istituto Einaudi di Lodi ha portato l’esperienza del cooperative learning del JIGAW CLASSROOM per evidenziare come spesso molti studenti in classe vivano situazioni di insofferenza e rifiuto ma che, rendendoli responsabili di un compito essenziale per un gruppo di lavoro, partecipino attivamente all’attività didattica. Nel video presentato, gli studenti raccontavano la loro esperienza: è emerso come i soggetti con svantaggio scolastico e sociale abbiano vissuto questa esperienza in modo molto positivo e costruttivo.

Si è parlato di inclusione e di benessere scolastico, si è presa consapevolezza di un approccio innovativo, si è ampliata la conoscenza.

AD&F al termine ha distribuito ai presenti una copia del “Passaporto Disprassia”, una guida per diffondere la conoscenza del disturbo della coordinazione motoria e delle problematiche che incontrano i soggetti con disprassia nei differenti contesti in cui vivono.

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