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Categoria: Eventi

Il pomeriggio del Convegno presso la Fondazione Forense di Monza

Il pomeriggio del Convegno presso la Fondazione Forense di Monza

Un Convegno organizzato da AD&F insieme a Il Cammino (Camera Nazionale Avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minorenni) dal titolo “Tutela Giuridica e inclusione scolastica di alunni, studenti e adulti con disprassia” è l’evento che si è svolto il 4 ottobre scorso presso la Sala Convegni di Fondazione Forense di Monza.

La disprassia/DCD ha offerto il destro per discutere di inclusione, dalla scuola al mondo del lavoro, ed in particolare anche della tutela giuridica di un handicap nascosto.

Dopo il saluto di benvenuto dell’avv. Ester Iacobucci, Presidente Cammino sede di Monza e l’introduzione della moderatrice dell’incontro, avv. Angela Liquindoli, il Presidente di AD&F, l’avv. Francesca Onofri, ha presentato l’Associazione ed è stato proiettato il Video “Cos’è la disprassia?”, prodotto del Progetto IBIS – Fondazione Cariplo.

La neuropsichiatra infantile dott.ssa Michela Marzorati dell’Ospedale Niguarda di Milano, è entrata subito nel vivo del tema, sottolineando come la disorganizzazione sul piano motorio (che si manifesta con il classico esempio della incapacità di allacciarsi le scarpe) rappresenti solo la parte esteriore, la punta dell’iceberg; in realtà il DCD è una patologia che ha ricadute importanti sugli apprendimenti e sulle funzioni adattive; sul piano didattico: apprendere nuove abilità, prendere appunti, pianificare e scrivere le consegne, variabilità di performances – sul piano psicosociale: capacità ridotta di relazionarsi con i pari, ansia e depressione, ridotta consapevolezza di chi sta intorno, perdita di fiducia e di autostima; piano dell’organizzazione: ridotta concezione del tempo, deficit di competenze nei compiti multitasking; deficit nelle capacità organizzative sul lavoro, difficoltà ad essere puntuali. La dottoressa ha poi enfatizzato la scarsa conoscenza anche a livello clinico di una patologia, il DCD, che ha un’incidenza sulla popolazione, pari o addirittura maggiore rispetto ai DSA e ADHD, disturbi, questi, ormai noti ai più. Marzorati ha parlato di un vero e proprio “cono d’ombra”, precisando conseguentemente come studi recenti confermino la necessità che ricercatori, clinici, famiglie, educatori e politici lavorino insieme nel disegnare e sostenere la crescita di servizi che prevedano una diagnosi precoce e un intervento mirato, intensivo e integrato, oltre che un approccio multidisciplinare in fase di diagnosi e di intervento (EACD Recommandations, 2019; JJ Yu et al., 2018; Camden et al., 2014).

La neuropsichiatra ha affermato come il DCD sia caratterizzato da uno spettro di disturbi che sottende una disfunzione cerebrale in parte comune ai diversi disturbi: una sovrapposizione di sintomi (co-occurring), sintomi distinti ma sovrapposti in comorbilità. Il DCD può essere identificato con diagnosi differenziale.

All’evento ha partecipato, su invito, la dott.ssa Mariangela Di Gneo, dell’Ufficio IV disabilità del MIUR Roma, alla quale è stato riservato un piccolo spazio di intervento, non programmato. La Dirigente MIUR ha insistito sull’importanza della formazione dei docenti e sottolineando le grandi difficoltà organizzative e di organico: insufficienza di docenti di sostegno specializzati; vi è la tendenza, riferisce la dottoressa Di Gneo, dei docenti di sostegno, una volta ottenuta la specializzazione e svolto giusto qualche anno di docenza su sostegno, a “transitare” nelle graduatorie e nell’organico dei docenti curricolari.

A seguire, la dott.ssa Manuela Capettini, fisioterapista che quotidianamente e con contagioso entusiasmo si occupa della riabilitazione di bambini con disprassia, ha descritto quali e quante competenze vengono messe in gioco dai bambini e ragazzi con disprassia, soprattutto nell’ambiente scolastico, che è quello in cui i ragazzi principalmente si “misurano”, e quali siano le enormi fatiche che quotidianamente gli stessi affrontano. I ragazzi con DCD, ha precisato la fisioterapista, hanno una diversa modalità di funzionamento e in questo senso la professionista ha portato in visione uno spezzone di un film che, in modo leggero, ben ha esemplificato il concetto. La dott.ssa Maria Vittoria Barelli, medico, ha riportato la propria esperienza di genitore di un ragazzo con disprassia e ha sottolineato con positività come la diagnosi e l’intervento riabilitativo precoce, unitamente alla capacità individuale di elaborare strategie compensative, di “aggiramento” degli ostacoli, possano condurre i ragazzi ad ottenere buoni risultati.

L’avv. Elisabetta Rovatti ha innanzitutto definito il concetto di inclusione (che interviene sul contesto, sull’ambiente e poi sul soggetto) e quello di disabilità secondo la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006 (la disabilità non è il deficit della persona , ma è “il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri» (modello sociale di disabilità). Si è quindi descritta l’attuale disciplina legislativa che si applica al DCD: solo in caso di comorbilità si accede alla L. 104/92 (Legge quadro sulla disabilità), mentre negli altri casi non vi è tutela specifica, né in relazione all’obbligatorietà del PDP, né a livello di inserimento lavorativo.

Dopo aver illustrato specificamente la L. 104/92, come modificata dal DLgs 66/2017 e come novellato dal recentissimo DLgs 96/2019, si è spiegato come la Direttiva MIUR BES del 2012 sia rimasta “lettera morta”, come del resto inapplicabile risulta al DCD la L. 170/2010. Pertanto, al di fuori della L. 104/92 il DCD è privo di qualsiasi tutela, sia sotto il profilo dell’inclusione scolastica sia sotto il profilo dell’inserimento lavorativo. Si è fatto dunque cenno al DDL 904 in materia di disprassia/dcd, ai fini dell’inclusione scolastica e accademica, dell’integrazione sociale e dell’inserimento professionale e del conseguimento della patente di guida.

Le norme salienti del DDL sono due. L’art. 3 prevede AUTONOMIA DI DIAGNOSI al DCD (anche indipendentemente da comorbilità); considerando il grado di compromissione delle abilità motorio-prassiche, linguistiche e verbali del singolo caso concreto come accertato dal medico specialista, si determinano alternativamente i seguenti effetti: 1) accesso alla L. 104/92 (sostegno + educatore + PEI); 2) art. 4 DDL stesso (PDP obbligatorio + strumenti compensativi + misure dispensative + tutor) 3) accesso alla L. 170/2010 solo in caso di disprassia/DCD in quadro DSA.

L’altra norma cardine del DDL è costituita dall’art. 7 (INTEGRAZIONE LAVORATIVA) secondo cui la diagnosi di disprassia/DCD, come formulata ai sensi dell’art. 3 determina, alternativamente: 1) Accesso alla L. 68/1999 2) Affiancamento di un TUTOR (Diversity Manager). L’art. 2 lett. l prevede inoltre agevolazioni fiscali per le aziende maggiormente collaborative.

Il Giudice Dott.ssa Claudia Maria Bonomi è stata una presenza significativa da parte del Tribunale di Monza. L’intervento del Giudice ha avuto ad oggetto la Legge 67/2006 – “Tutela giudiziaria contro le discriminazioni dei disabili”. Il Giudice ha precisato da subito che possono accedere alla tutela solo coloro i quali hanno riconosciuta la condizione di disabilità ex L. 104/92. Si può avere discriminazione diretta (quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga), discriminazione indiretta (quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in posizione di svantaggio rispetto ad altre persone) e molestie (comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti). Il disabile che ritiene di avere subito un atto discriminatorio sia dal privato che dalla pubblica amministrazione, può presentare ricorso nella cancelleria del tribunale civile ove ha il domicilio, con il quale può chiedere sia la cessazione del comportamento discriminatorio che il risarcimento del danno non patrimoniale, ai sensi dell’art. 2059 cc sotto forma di DANNO ESISTENZIALE, DANNO ALL’IMMAGINE E ALLA DIGNITA’ DELLA PERSONA. Svilimento della figura – sia del minore che del di lui genitore – e mortificazione della persona atteso che si è in presenza della lesione dei valori della persona umana costituzionalmente garantiti (Cass. Civ. Sez. III sent. n. 10120 del 30.04.2009) ovvero dei diritti costituzionalmente inviolabili (Corte Cass. SSUU sent. n. 18356 del 19.08.2009). Il Tribunale, omettendo qualsiasi formalità, procede agli atti di istruzione che ritiene necessari al fine del provvedimento richiesto, decide con ordinanza di rigetto o di accoglimento. In quest’ultimo caso, l’ordinanza è immediatamente esecutiva e la sua mancata osservanza fa scattare il procedimento penale di cui all’art. 388 primo comma c.p. Costituiscono fattispecie – giurisprudenziali – di discriminazione che danno accesso alla tutela sopra descritta (nell’ambito dell’inclusione scolastica): il mancato riconoscimento delle ore di sostegno come indicate nel PEI, il riconoscimento di un numero di ore di assistenza educativa inferiore a quello necessario, prevedere una dotazione di organico di docenti di sostegno inferiore a quella necessaria per soddisfare il bisogno dei minori affetti da disabilità la mancata convocazione del GLHO, la mancata redazione del PDF e del PEI, la mancata attuazione del PEI, la costituzione di classi – in presenza di alunno con disabilità – in numero superiore a 20 come stabilito dal DPR 81/2009.

Ci lasciamo quindi con un messaggio di ottimismo, di resilienza e di possibile compensazione, ma pur sottolineando che il DCD colpisce ciascun soggetto, con intensità e in modo estremamente diversificato e dunque, con considerazione e rispetto di tutti coloro che, affetti da DCD, comunque non conseguiranno i risultati di Virginia.

Disprassia – Incontro di Sguardi

Disprassia – Incontro di Sguardi

Si segnala che le iscrizioni per questo Evento, che si terrà a Verona presso l’Università degli Studi, sono state chiuse a causa del raggiungimento del numero massimo. Si invitano comunque gli interessati ad iscriversi al link in calce perché è stata aperta una lista d’attesa. Gli iscritti in tale lista saranno contattati nel caso di rinuncia da parte di altri. Ringraziamo tutti per il grande interesse mostrato. 

REGISTRAZIONE A QUESTO LINK


UN CALCIO ALL’INDIFFERENZA

UN CALCIO ALL’INDIFFERENZA

AD&F partecipa all’evento organizzato da C.S.A. In. – Comitato Provinciale di Alessandria – su Disprassia e Autismo.

L’iniziativa ha lo scopo di creare un evento sportivo con atleti che praticano Karate e Ju-Jitsu, i loro Maestri e i ragazzi affetti da Disprassia e i ragazzi affetti da Autismo con le loro famiglie.

AD&F al congresso finale di IBIS: “Tecnologie per l’inclusione ed il benessere scolastico”

AD&F al congresso finale di IBIS: “Tecnologie per l’inclusione ed il benessere scolastico”

Il 14 giugno in Bicocca si è parlato ancora una volta di Disprassia e DSA in occasione del congresso di chiusura del progetto IBIS: “Tecnologie per l’inclusione ed il benessere scolastico”, un progetto finanziato da Fondazione Cariplo che da sempre investe in innovazione e ricerca.

Si è parlato di cooperative learning con il Capo progetto dell’Università Bicocca, dottoressa Vernice, che ha spiegato nel suo intervento come l’inclusione scolastica per i soggetti con svantaggio scolastico e sociale passi attraverso l’operato di docenti formati ed informati anche delle fragilità derivate da disturbi del neurosviluppo.

La dottoressa Traficante dell’Università Cattolica ha evidenziato come il benessere quale costrutto multisensoriale passi dal benessere sociale e cognitivo, carte indispensabili per sostenere gli stress scolastici quali quelli relazionali, accademici ed ambientali.

La dottoressa Tobia che ha posto l’attenzione su come sia indispensabile lavorare sugli ambienti e su una proposta scolastica innovativa, ha poi messo l’uditorio in difficoltà con un dettato semplice nei contenuti, difficile nella sua esecuzione: si doveva scrivere, con la mano opposta a quella utilizzata normalmente, un testo che veniva letto una sola volta. Ne siamo usciti tutti provati, ma sicuramente più consapevoli.

Cosa è emerso per un soggetto disprassico? Cosa si è potuto capire? Molte le riflessioni che AD&F ha sottolineato: il tempo (non era sufficiente per decodificare mentalmente il gesto grafico necessario per riprodurre il testo), lo spazio (il foglio gestito in modo speculare rispetto al normale approccio non era poi così facile da governare) le lettere come S e Z acquistavano forme non consone e questo attirava l’attenzione più alla correttezza del gesto grafico che al significato della parola che le conteneva. Alla fine ognuno era posto, con le mani dolenti, davanti ad un foglio pieno di segni informi, disordinato, dal contenuto non compreso, impossibilitati a rileggere perché le lettere non erano chiare.

Siamo stati disprassici per 5 minuti…sapendo di poter uscire da tale condizione…..noi….non i nostri figli.

La mancanza di benessere sociale e scolastico deriva dalle problematicità nate dal non riconoscimento delle specifiche difficoltà. Con poche parole ed esempi pratici Virginia Costantino, di nuovo a fianco di AD&F, ci ha spiegato cosa vuol dire andare a scuola senza inclusione scolastica, cosa si prova, come si vivono ore ed ore sperando di essere trasparenti. Una testimonianza preziosa per genitori ed insegnanti: un modo per capire, comprendere, sentire il disagio vissuto.

Per contro il professore D’Alessandro dell’Istituto Einaudi di Lodi ha portato l’esperienza del cooperative learning del JIGAW CLASSROOM per evidenziare come spesso molti studenti in classe vivano situazioni di insofferenza e rifiuto ma che, rendendoli responsabili di un compito essenziale per un gruppo di lavoro, partecipino attivamente all’attività didattica. Nel video presentato, gli studenti raccontavano la loro esperienza: è emerso come i soggetti con svantaggio scolastico e sociale abbiano vissuto questa esperienza in modo molto positivo e costruttivo.

Si è parlato di inclusione e di benessere scolastico, si è presa consapevolezza di un approccio innovativo, si è ampliata la conoscenza.

AD&F al termine ha distribuito ai presenti una copia del “Passaporto Disprassia”, una guida per diffondere la conoscenza del disturbo della coordinazione motoria e delle problematiche che incontrano i soggetti con disprassia nei differenti contesti in cui vivono.

PASSO DOPO PASSO: I POSSIBILI EQUILIBRI NELLA DISPRASSIA – Modena

PASSO DOPO PASSO: I POSSIBILI EQUILIBRI NELLA DISPRASSIA – Modena

AD&F e DisprasSiamo organizzano un evento a MODENA l’ 11 MAGGIO 2019  dalle 13.30 alle 18.30

PASSO DOPO PASSO: I POSSIBILI EQUILIBRI NELLA DISPRASSIA
Attraverso reti che sostengono la crescita

13.00 Inizio registrazioni

13.30 DISPRASSIAMO & AD&F:
CHI SIAMO, MISSION, PROGETTI – LA COLLABORAZIONE COME REALTÀ POSSIBILE
Soci fondatori DisprasSiamo – Soci fondatori AD&F

14.00 DISPRASSIA: NOTE DI INQUADRAMENTO GENERALE
Maria Vittoria Barelli, medico, socio fondatore AD&F

15.00 DIETRO LE QUINTE: STORIE DI ORDINARIA QUOTIDIANITA’
Chiara Bazzi, Insegnante e genitore – Ferrara,
socio fondatore DisprasSiamo

15.45 Pausa

16.00 FARE SPAZIO A PENSIERI ED EMOZIONI NELLA DISPRASSIA
Adriana Bortolotti, psicologa-neuropsicologa, psicoterapeuta

16.45 DARE SPAZIO ALLA DISPRASSIA IN CLASSE: IL TEMPO PER APPRENDERE
Manuela Capettini, riabilitatrice

17.30 ECCOMI! QUESTA SONO IO
Jennifer Pallotta, disprassica adulta, socio fondatore DisprasSiamo

18.00 Discussione

18.30 Chiusura lavori

Ingresso libero fino ad esaurimento posti, registrazione obbligatoria: http://ade-f.org/registrazione-evento-11-maggio/

DDL 904 per i diritti dei bambini di oggi e degli adulti di domani

DDL 904 per i diritti dei bambini di oggi e degli adulti di domani

 

Il 17 Aprile 2019 AD&F sarà a Roma in Senato. Tutti insieme lavoriamo per aiutare i nostri figli, gli adulti di oggi e quelli di domani, ad essere maggiormente tutelati. Una legge non risolve i problemi, ma certo aiuta a rendere la società più attenta e consapevole del disturbo. Non basta mettere il velcro alle scarpe od usare un quaderno con le righe speciali. Questi sono accorgimenti che aiutano nel pratico…ma la Disprassia purtroppo è assai di più. Facciamolo capire!

L’ evento è ad inviti per chi opera nel settore clinico, scolastico e legislativo.

Abbiamo comunque previsto una lista di attesa per coloro che fossero interessati: scriveteci ad info@ade-f.org. Nel caso in cui ci fossero ancora posti disponibili, avviseremo gli iscritti in lista di attesa per procedere all’accreditamento.

L’impegno di AD&F è come sempre notevole: sosteneteci anche questa volta con il vostro calore ed il vostro grande entusiasmo.

Disprassia: uno sguardo d’insieme – Trento

Disprassia: uno sguardo d’insieme – Trento

Il 30 marzo 2019 a Trento abbiamo parlato ancora una volta di disprassia.

Con competenza, professionalità ed emozione le nostre relatrici hanno descritto il cammino dalla nascita del sospetto all’inquadramento diagnostico e alle conseguenti terapie.
Abbiamo parlato un po’ di burocrazia e di leggi, abbiamo avuto un’idea di come le neuroscienze stiano avanzando passo a passo e abbiamo imparato molto sulle emozioni e sensazioni dei bambini e ragazzi disprassici, sulle loro difficoltà a scuola e nella vita.

Abbiamo capito che ci sono mezzi, terapie e strategie, che gli studi progrediscono e avremo sempre maggiori risorse per affrontare al meglio questa condizione.

E’ stato detto e ripetuto che la disprassia porta con sè manifestazioni estremamente eterogenee e che competenze, elasticità e dialogo sono indispensabili per aiutare i nostri bambini e ragazzi a crescere al meglio delle loro possibilità.
Una volta di più è stata sottolineata l’estrema importanza delle reti di sostegno medico, sociale, familiare e amicale ed è emerso chiaramente che tutti possiamo dare il nostro contributo.

Ringraziamo per questo la platea di Trento, composta da genitori, insegnanti, allenatori, professionisti della riabilitazione e studenti: una folta schiera di persone che hanno dedicato il loro sabato all’aggiornamento e alla formazione, persone attente ed interessate che da oggi potranno contribuire a diffondere una cultura della disprassia.
Questo significa aiutare e capire i nostri ragazzi e permettere loro di aprire la scatola dei talenti che, per nascosti che siano, esistono certamente e devono essere trovati e portati alla luce.

GRAZIE alle relatrici Maria Vittoria Barelli, Manuela Capettini, Adriana Bortolotti, Francesca Reggiani e Anna Giovanazzi

GRAZIE a Laura Leonardi e ai genitori di Trento che ci hanno aiutato

GRAZIE soprattutto al magnifico pubblico